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CAM per l’edilizia - Decreto 11 gennaio 2017 e FAQ sul controllo solare

09-05-2017

Comunichiamo che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 23 del 28 gennaio u.s. il Decreto del Ministero dell’Ambiente 11 gennaio 2017, relativo all’adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili. Tale Decreto, entrato in vigore il 13 febbraio scorso, contiene indicazioni vincolanti da rispettare per gli interventi sugli edifici della pubblica amministrazione.
 
Tra i temi disciplinati dal Decreto rivestono grande importanza quelli trattati nell’Allegato 2, il quale contiene i CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici e che contiene indicazioni vincolanti in tema di efficienza energetica, di qualità ambientale interna (controllo solare e comfort acustico), nonché di sostenibilità del materiale. Sul tema del controllo solare, Assovetro ha condiviso con il Ministero dell’Ambiente una FAQ, appena pubblicata sul sito, in cui viene riconosciuto l’importante contributo fornito dal prodotto vetrario con specifiche caratteristiche.
 
0.  DEFINIZIONI
 
Per completezza di informazione e per Vostra utilità, riportiamo di seguito le definizioni degli interventi edilizi contenute nel Decreto Requisiti Minimi del 2015 (cfr. Prot. N° 681/15), rispetto al quale i CAM prevedono, per gli edifici della pubblica amministrazione, prestazioni superiori, in relazione allo specifico intervento.
 
0.1.  Edificio di nuova costruzione
 
L’edificio il cui titolo abilitativo sia stato richiesto dopo l’entrata in vigore del Decreto Requisiti Minimi, ovvero dopo il 1° ottobre 2015. Sono ad esso assimilati gli edifici sottoposti a demolizione e ricostruzione e l’ampliamento di edifici esistenti, sempre che la nuova porzione abbia un volume lordo climatizzato superiore al 15% di quello esistente, o comunque superiore a 500m3.
 
0.2.  Ristrutturazioni importanti di primo livello
 
Gli interventi sull’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprendenti anche la ristrutturazione dell’impianto termico.
 
0.3.  Ristrutturazioni importanti di secondo livello 
 
Gli interventi sull’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda.
 
0.4.  Riqualificazione energetica
 
Gli interventi sull’involucro edilizio che coinvolgono una superficie non superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda.
 
1.  EFFICIENZA ENERGETICA
 
In riferimento all’efficienza energetica degli edifici, i dettami si differenziano in rapporto alla tipologia di intervento cui è sopposto l’edificio, in relazione alle tipologie chiarite nel Decreto Requisiti Minimi del 2015, come rilevabile dalla tabella seguente:
 

 

 
 
 
Riteniamo utile evidenziare come vengano richiesti per la P.A. edifici ad elevata prestazione energetica classificabili almeno nella classe A3 (rispetto all’edificio di riferimento). Evidenziamo, altresì, come per gli interventi di riqualificazione energetica e per le ristrutturazioni di secondo livello vengano richiesti già da subito valori di trasmittanza termica che il Decreto Requisiti Minimi del 2015 fissa per il 2021 per tutti gli edifici. 
Grazie alla costante ricerca sviluppata dalle Aziende, sono già presenti sul mercato prodotti in grado di rispettare agilmente tali valori limite, anche con qualche anno di anticipo rispetto a quanto previsto nel Decreto Requisiti Minimi.

 

2. QUALITÀ AMBIENTALE INTERNA

Ampia trattazione è riservata al capitolo della qualità ambientale interna, che riguarda soltanto gli interventi di nuova costruzione (compresi quelli di demolizione e ricostruzione) e le ristrutturazioni importanti di primo livello. Sono dunque esclusi gli interventi di ristrutturazione importante di secondo livello, nonché le riqualificazioni energetiche.

 

2.1.  Illuminazione naturale

In merito all’illuminazione naturale, nel D.M. si consiglia l’esposizione delle stanze di un edificio in relazione alla funzione che vi si svolge, in modo da migliorare il comfort degli spazi interni, qualora l’orientamento del lotto lo consenta, e si specifica inoltre che “le vetrate con esposizione Sud, Sud-Est e Sud-Ovest [in totale: 90°] dovranno disporre di protezioni esterne progettate in modo da non bloccare l'accesso della radiazione solare diretta in inverno. Prevedere l’inserimento di dispositivi per il direzionamento della luce e/o per il controllo dell’abbagliamento in modo tale da impedire situazioni di elevato contrasto”.

 

2.2.  Protezione solare

Affrontando il tema dei dispositivi di protezione solare, i CAM prevedono che le vetrate con esposizione da Sud- Sud Est a Sud-Sud Ovest [in totale: 45°], per rispondere ad esigenze di controllo solare, dovranno essere dotate di un sistema di schermatura e/o di ombreggiamento, così da raggiungere una prestazione di schermatura solare, definita in accordo con la Norma UNI EN 14501:2006, di classe 2.
In termini prestazionali assoluti, considerando che tale classe individua un valore di gtot minore di 0.35, tale requisito di protezione solare è coerente con le prescrizioni fornite dal Decreto Requisiti Minimi, che per le esposizioni da Est a Ovest passando per il Sud (con un intervallo di orientamenti ben più ampio [in totale: 180°]), richiede un ggl+sh non superiore a 0.35. 
In termini pratici, tuttavia, il testo non chiarisce in modo univoco se vi sia l’effettiva necessità di dotare le parti trasparenti di “sistemi di ombreggiamento fissi o mobili verso l’esterno”, quindi di sistemi distinti dai vetri e collocati in posizione esterna ad essi, quali tende o frangisole.
 
In merito a tale ambiguità e alla possibilità, invece, di far rientrare tra i “sistemi di ombreggiamento fissi o mobili verso l’esterno” i vetri rivestiti, purché sia raggiunto il suddetto valore di trasmissione solare totale, Assovetro ha preso contatti con il Ministero dell’Ambiente, sottoponendo la questione e condividendo una FAQ relativa alla possibilità di assolvere alle prestazioni di controllo solare con il solo prodotto vetrario, in linea con quanto avvenuto con le FAQ al MISE, datate 1 agosto 2016.  

 

Criterio 2.3.5.3 Dispositivi di protezione solare 

D: Il requisito relativo all’immissione nell’ambiente interno di radiazione solare diretta, di cui al punto 2.3.5.3, è ottemperabile solo con il ricorso ai sistemi di schermatura/ombreggiamento, oppure è possibile fare ricorso ad altre tipologie di soluzioni in posizione interna, esterna ed integrata rispetto alle vetrazioni a cui sono poste a protezione? 
R: Il soddisfacimento del requisito può essere raggiunto anche attraverso le sole e specifiche caratteristiche della componente vetrata (ad esempio i vetri selettivi e a controllo solare).

 

2.3.  Acustica

Relativamente all’acustica, il Decreto contiene un importante riferimento alla Norma UNI 11367:2010, “Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera”. Si chiarisce, infatti, che gli edifici oggetto del Decreto devono soddisfare la classe II della Norma, classe che prevede in relazione al descrittore dell’isolamento acustico standardizzato di facciata D2m,nT,w un valore non inferiore a 40 dB.
Inoltre, per gli ospedali, le case di cura e le scuole deve essere raggiunto un valore del medesimo parametro D2m,nT,w non inferiore a 43 dB (Prestazione superiore secondo il Prospetto A.1 della Norma).
A fronte di un lieve abbassamento dei valori qui proposti rispetto a quelli indicati dal D.P.C.M. del 5 dicembre 1997 per la maggior parte delle destinazioni d’uso, con questo decreto sui CAM vengono definiti valori e limiti che hanno una piena, effettiva ed immediata cogenza e viene, altresì, stabilita la necessità di una verifica delle prestazioni acustiche, da eseguirsi in opera.
Riteniamo, pertanto, che questa implementazione relativa al fonoisolamento costituisca un importante passo verso il riconoscimento dell’acustica quale parametro determinante sulla qualità prestazionale dell’edificio, a fianco dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, e come tale debba esser considerato da parte della filiera delle costruzioni un vantaggio per l’utente finale.

 

3. SPECIFICHE TECNICHE DEL MATERIALE: SOSTENIBILITÀ DEL MATERIALE

Per quanto riguarda le Specifiche Tecniche dei Componenti edilizi per tutte le tipologie di interventi, risultano di rilevante importanza ed interesse per il settore la disassemblabilità (e cioè la demolizione selettiva) ed il contenuto minimo di materiale riciclato. Sono inoltre previsti criteri specifici per i componenti edilizi.

 

3.1.  Disassemblabilità 

Nel dettaglio, per la disassemblabilità si richiede quanto segue:
Almeno il 50% in peso dei componenti edilizi e degli elementi prefabbricati, escludendo gli impianti, deve essere sottoponibile, a fine vita, a demolizione selettiva ed essere riciclabile o riutilizzabile. Di tale percentuale, almeno il 15% deve essere costituito da materiali non strutturali.
 

3.2.  Materia recuperata o riciclata

Per il recupero o riciclo dei materiali, il Decreto prevede che:

Il contenuto di materia recuperata o riciclata nei materiali utilizzati per l’edificio, anche considerando diverse percentuali per ogni materiale, deve essere pari ad almeno il 15% in peso valutato sul totale di tutti i materiali utilizzati. Di tale percentuale, almeno il 5% deve essere costituita da materiali non strutturali.
 
Per entrambi i criteri sarà il progettista a fornire l’elenco di tutti i componenti edilizi e dei materiali che possono essere riciclati, recuperati o riutilizzati, con l’indicazione del relativo peso rispetto al peso totale dei materiali utilizzati per l’edificio. Per la verifica del criterio si rimanda al testo completo, trasmesso in Allegato.
 
Sottolineiamo che, qualora si affronti un intervento di riqualificazione energetica limitato alla sostituzione dei soli vetri (o dei soli serramenti), tale criterio risulta essere molto più stringente specificatamente per il materiale vetro (che rappresenterebbe il peso totale) rispetto ad un intervento di nuova costruzione, in cui il contenuto di materiale riciclato può essere raggiunto considerando tutti gli altri materiali da costruzione, con un peso del vetro trascurabile rispetto al peso totale.
 

3.3.  Criteri specifici per i componenti edilizi

Sono, inoltre, forniti criteri specifici per i componenti edilizi, tra i quali sono trattati gli isolanti termici ed acustici e risulta di interesse per il settore vetro il contenuto minimo di materiale riciclato relativo alla lana di vetro, pari al 60%, misurato sul peso del prodotto finito, indipendentemente dalla conformazione del pannello isolante.

 

3.4.  Criteri premianti

Sono proposti alcuni criteri premianti relativi alla capacità tecnica dei progettisti, al miglioramento prestazionale del progetto, a sistemi di monitoraggio dei consumi energetici per interventi di nuova costruzione, all’utilizzo di materiali rinnovabili e al contenimento della distanza di approvvigionamento dei prodotti da costruzione sotto i 150 km.
 
Rimandando al testo originale del Decreto per completezza di informazione e rimanendo a disposizione per ogni chiarimento, si porgono i migliori saluti.
 
 

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