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Il Senato boccia l'emendamento per riportare al 65% il bonus per i serramenti

21-11-2017

Venerdì 17 il Senato ha dichiarato inammissibile l’emendamento alla Legge di Bilancio che prevedeva il ritorno al 65% del bonus per gli interventi di sostituzione dei serramenti.
 
Se questa impostazione sarà confermata nel testo definitivo che sarà approvato dal Parlamento, a partire dal 1° gennaio 2018, lo scenario sarà, a dir poco, paradossale.
 
Saranno infatti equiparati alla stessa aliquota di detrazione interventi di riqualificazione energetica che necessitano di certificazione prestazionale con interventi di semplice ristrutturazione edilizia che possono essere attivati senza specifica dei requisiti prestazionali dei componenti, consentendo, di fatto, l’installazione di componenti non in grado di assicurare un corretto risparmio energetico.
 
Non capiamo, infatti, perché il consumatore italiano dovrebbe accedere al bonus energetico per sostituire componenti comunque agevolati dalla stessa aliquota di detrazione con una procedura significativamente semplificata come quella per le semplici ristrutturazioni, che consente – fra l’altro- di comprare prodotti a prezzi inferiori a quelli dei componenti prestazionalmente validi.
 
Nel Ddl Bilancio 2018, in tema di bonus ristrutturazioni edili, è scritto che, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, siano trasmesse per via telematica a ENEA le informazioni sugli interventi effettuati al fine di redigere una relazione sui risultati. Ci chiediamo: quali risultati in termini di risparmio energetico ci si aspetta da interventi relativi ad un bonus creato per le semplici ristrutturazioni edili?
 
Il depotenziamento al 50% del bonus riqualificazione energetica, non solo infliggerà un colpo durissimo ai sistemi industriali italiani che hanno, in questi anni difficili, investito per migliorare continuamente le prestazioni dei loro prodotti in chiave energetica producendo una perdita di fatturato di circa 250-300 milioni di euro e la scomparsa di oltre 1.500 posti di lavoro nel solo comparto dei serramenti, ma vanificherà anche il contributo fondamentale avuto dagli stessi prodotti nel percorso dell’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi complessivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissati per il 2020.
Non è infatti pensabile che vengano penalizzati i componenti che in 10 anni di bonus fiscali hanno rappresentato la quota più significativa di apporto al risparmio energetico degli edifici.
 
Crediamo che sia molto importante che anche ciascuna Azienda  sensibilizzi tutti i propri riferimenti politico-istituzionali di territorio (soprattutto deputati e senatori eletti nella vostra Regione di appartenenza).

 


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